Nessuna lode per i vincitori, solo lacrime per i vinti


È tra i banchi di scuola che abbiamo ricevuto le nostre prime nozioni di diritto italiano e della Costituzione. Lì, tra una campanella e l’altra, abbiamo appreso i principi fondamentali, conosciuto i diritti e i doveri dei cittadini e abbiamo iniziato a sviluppare una nostra coscienza sociale e politica anche grazie ad essi.

L’Assemblea Costituente del 1947, il cui scopo era fornire all’Italia una grande Carta Costituzionale, s’impegnò affinché ogni articolo fosse chiaro, non fraintendibile e difendesse il bene, oltre al benessere delle persone.

Era l’inizio di una nuova era per il nostro Paese. Un inizio fatto di speranza e buoni propositi. Una visione di pace. Proprio a difesa di questa speranza, durante la stesura della Costituzione, tanto si dibatté sui termini corretti da utilizzare. Ci si concentrò su tutte quelle parole che rischiavano di essere lette in maniera ambigua, allontanando il popolo dal reale intento della Carta costituzionale.

L’articolo 11 della Costituzione italiana recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. ” Il termine “ripudia” sostituì il verbo “rinunzia” , proprio allo scopo di trasmettere l’avversità alla guerra nella maniera più chiara possibile.

Sono passati più di settant’anni da allora e oggi le informazioni sono a portata di mano, piovono su di noi come una pioggia incessante. Una pioggia che nessun ombrello ripara, né può riparare. Quotidiani, siti web e notiziari televisivi c’informano che l’Italia ha inviato armi da guerra alla resistenza ucraina. Finanziare uno scontro bellico è una decisione in netto contrasto con l’articolo 11 della nostra Costituzione, un articolo nato con lo scopo di creare una speranza di pace, un Paese migliore.

Ma nella guerra, sia essa vissuta come protagonisti o come spettatori di uno scenario macabro, cruento e sanguinoso, non c’è assolutamente nulla di migliore. Non c’è lode, non c’è trionfo, solo vittime che non hanno potuto scegliere.

Combattere per la pace è come fare l’amore per la verginità” – Cit. John Lennon


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