Quante dita vedi?


Ieri ho visto un film che, non solo ho apprezzato moltissimo, ma che ho trovato ricco di spunti di riflessione. Avete presente quei film che suscitano la reazione automatica del “Com’è possibile che tu non l’abbia mai visto?” ?

Patch Adams” è stato esattamente quel genere di film per me.

Ebbene sì, non lo avevo mai visto.

Ho passato gran parte della mia vita a cercare di nascondere le mie ignoranze per vergogna, paura e timore del giudizio altrui, ma crescendo mi sono resa conto che è davvero una cosa stupida da fare. Nonostante tutto, a volte reggere lo sguardo di qualcuno che ti giudica solo perché non conosci qualcosa risulta parecchio difficile. In quei casi, però, c’è un pensiero che mi consola: le mie ignoranze hanno un margine di miglioramento, ma la stupidità di chi ti guarda con superiorità, quella no. Saper guardare oltre alle apparenze non è da tutti e molti si fermano lì, davanti a ciò che vedono in quel momento. Il gioco del “Quante dita vedi?” del film significa proprio questo: saper andare oltre, uscire dagli schemi. Quindi, quando mi sento giudicata per qualche mia lacuna, sorrido e continuo a ripetere al mondo i miei “non lo so“.

Patch Adams” è stato anni e anni nella mia lista dei film da vedere assolutamente. E non so perché io abbia rimandato così tanto. In tutti questi anni ho visto decine di film insulsi e banali eppure questo, come tanti altri, ho continuato a rimandarlo. Qualcuno potrebbe pensare che, forse, decidiamo di vedere certi film solo quando ne abbiamo bisogno. Io penso che sia semplicemente capitato, ma mi rendo conto che la prima ipotesi sia più romantica.

Quali siano le motivazioni che ieri mi abbiano spinta a vedere il film, penso che sia un dettaglio irrilevante. Ciò che conta è che già nei primi dieci minuti io ero totalmente rapita dall’entusiasmo, dalla passione e dall’amore percepiti già nelle prime scene. Tutto il film è ricco di momenti significativi e commuoventi, ma le prime scene sono per me la parte migliore del film. Trovo che in quei quindici minuti sia racchiusa la vera essenza della storia, l’entusiasmo, la passione e l’amore di cui parlavo qualche riga più in alto.

Perché è proprio in quei primi minuti che il protagonista si rende conto di voler dedicare la propria vita al benessere del prossimo. E il modo in cui lo capisce, così puro, naturale e semplice, è ciò che, a mio avviso, ha reso la storia ancora più coinvolgente.

Patch Adams” è un film tratto da una storia vera e so che la trasposizione cinematografica spesso differisce dalla realtà, in favore di una versione più “romanzata” della storia. Ma credo che quel che conta sia il messaggio. L’amore, la passione e il guardare oltre. Abbandonare alcuni schemi in favore di qualcosa di migliore e più ricco. Rispondere con una risposta non banale alla domanda “Quante dita vedi? ” e vivere una vita piena in un mondo che rischia di apparire vuoto.


5 risposte a “Quante dita vedi?”

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