Ignorare rende complici


Questa è la storia di un amore.

Questa è la storia di una guerra.

Questa è la storia di Kirill, bimbo ucraino di diciotto mesi, morto tra le braccia del papà.

Kirill come altre vittime prima, insieme e dopo di lui, fa parte di quello che le menti più fredde definirebbero “effetto collaterale” . L’orrida conseguenza di una scelta. Una vita nata in un mondo sbagliato.

Un mondo che ha tolto prima ancora di dare.

Un mondo che non ha imparato dagli errori.

Un mondo governato da adulti che giocano a farsi la guerra, ma con armi vere. Morti vere.

Ascolto e dialogo non sembrano essere ancora strumenti degni di considerazione, nonostante quanto l’esperienza avrebbe dovuto insegnare. E in un mondo in cui i problemi non vengono affrontati a tempo debito e con i mezzi opportuni, trovare il colpevole di una guerra risulta semplice, forse fin troppo. Ma ignorare rende complici.

Quindi scusa, piccolo Kirill.

Scusa, perché non meritavi tutto questo.

Scusa, per la debolezza, la superficialità e l’ignoranza dell’uomo.

Scusa, per questo mondo che non sa comprendere il valore delle cose.

E scusa, perché il tuo piccolo cuoricino meritava di battere ancora per tanto, tantissimo tempo.


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