E a te interessa davvero la risposta?


Come va?”

Due semplicissime parole che spesso usiamo per convenzione, abitudine e “dovere sociale” . Quante volte poniamo questa domanda e quante, invece, siamo realmente interessati a conoscerne la risposta? Nella maggior parte dei casi, non ci aspettiamo che la persona a cui ci rivolgiamo inizi realmente a raccontarci della sua vita. Questo perché supponiamo che dall’altra parte in pochi abbiano voglia di rispondere sinceramente e, se inaspettatamente accade, ci stupiamo del fatto che quel giorno, il quel preciso momento, quella persona abbia avuto il bisogno di raccontare la sua vita proprio a noi.

Certo, c’è chi nutre davvero l’interesse nei tuoi confronti, ma principalmente si tratta di amici o famigliari. Il tuo compagno di classe delle elementari, però, che non vedi da almeno vent’anni e che incontri per caso un giorno mentre va di fretta, che interesse potrà realmente avere in quel momento?

Eppure il mondo si divide in tre categorie di persone.

I narratori: non importa quali siano i tuoi impegni giornalieri, i tuoi interessi, o il grado di confidenza che hai con un narratore, perché alla domanda “come va?” la risposta sarà lunga, dettagliata e ricca degli avvenimenti degli ultimi cinque anni.

I positivi: una bella categoria. Una persona positiva ti risponderà sempre “bene” , anche quando tanto bene non va. Le ragioni possono essere molteplici: la mancanza di voglia di parlare dei problemi, l’idea che nella vita ci siano cose peggiori, la mancanza di confidenza, oppure, nella migliore delle ipotesi, il positivo sta realmente vivendo un bel momento ed è anche in grado di riconoscerlo.

Poi ci sono loro: i misteriosi, una categoria decisamente simpatica. Le loro risposte non sono mai esaustive e lasciano sempre trapelare qualcosa, con frasi tipo: “Lasciamo stare” , “Non voglio annoiarti” , “Meglio parlare di te” . Un atteggiamento che crea anche imbarazzo, perché non sai se approfondire il discorso o lasciar correre. E così finisci col dire qualcosa che nulla aggiunge e nulla toglie, con il solo scopo di uscire da quella situazione.

Che si tratti di narratori, positivi o misteriosi, tante volte la risposta cambia in base a come viene posta la domanda. Quindi un semplice “come va?” può accogliere risultati diversi: un racconto felice, un racconto triste, oppure nulla. Ma c’interessa davvero la risposta?


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