Un piccolo gesto per qualcuno


Ho visto un signore gettare un fazzoletto dal finestrino.

Quando ero piccola mi sentivo in colpa a buttare qualcosa per terra. Le mie tasche erano sempre piene di carte e fazzoletti, per la gioia di mia madre. Crescendo non sono cambiata, anzi. L’unica differenza è che adesso, se non trovo un cestino, oltre alle tasche ho anche la borsa in cui riporre eventuali carte che saranno poi buttate. Quindi sì, faccio parte di quella fetta di popolazione che non tollera vedere chiunque gettare spazzatura per terra.

Ricordo che appena maggiorenne, passeggiando con il mio cane, mi sono imbattuta in un gruppetto di ragazzini che aveva appena abbandonato su una panchina sacchetti e cartoni del fast-food. Così, istintivamente e forse un po’ inconsciamente, li ho rimproverati, sperando che ascoltassero le mie parole e gettassero le carte negli appositi cestini. Quel gruppetto impertinente, però, ha iniziato a correre, ignorandomi totalmente. La spazzatura l’ho poi raccolta io, è stato più forte di me.

Oggi sono giusto un pochino più grande e continuo a combattere la mia piccola e silenziosa battaglia contro questo tipo di comportamento. Lo faccio perdendo un minuto in più quando devo dividere la pellicola di plastica dalle buste di carta. Lo faccio quando devo gettare una rivista, rimuovendo i punti della pinzatrice. E lo faccio anche quando sono in macchina, raccogliendo in un angolo le carte da buttare, perché gettare qualsiasi cosa dal finestrino lo ritengo sbagliato. Come ho detto, la mia è una battaglia silenziosa. Io non sono un’attivista, non manifesto nelle piazze in difesa dell’ambiente. Mi limito a fare il mio dovere di cittadina, cercando di fare il possibile per contribuire, seppur in minima parte, a porre le basi per un futuro migliore, ma sono umana e mi capita di sbagliare.

In tutto ciò, bisogna riconoscere che l’urbanistica delle nostre città non favorisce molto il rispetto dell’ambiente. I cestini pubblici non sono molti e il rischio che le persone decidano di gettare carte, mozziconi di sigarette e fazzoletti a terra, un po’ per pigrizia e un po’ per diseducazione, è elevato. Eppure le nostre città sanno fingere abbastanza bene. Pensiamo a quei cestini in cui è prevista la raccolta differenziata, che grande traguardo! Fori diversi per diverse tipologie di rifiuto e che ti permettono di rispettare l’ambiente, valorizzare il futuro ed abbracciare il progresso. Tutto davvero molto bello finché non guardiamo attentamente e, con sorpresa, ci rendiamo conto che spesso all’interno c’è un solo ed unico grande sacco. Il che ha un non-so-che di tragicomico. Sembra quasi una metafora di questa realtà, no? Facciamo finta di fare le cose per bene, ma se ci fermiamo ad esaminare in profondità, ci rendiamo conto che tante volte di buono non c’è molto.

Non intendo fare di tutta l’erba un fascio. Lodo l’urbanistica ben pensata e tutte quelle realtà in cui la tutela dell’ambiente è una tematica viva e difesa. Mi concedo di pensare, però, che se ad oggi vediamo ancora persone lanciare fazzoletti dal finestrino, forse, la strada è ancora lunga.

Resistere alla tentazione di gettare qualcosa a terra sarà sì, un piccolo gesto per noi, ma un grande contributo per le generazioni future.


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